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Alla scoperta della storia geologica delle montagne

Per i turisti che intendono avvicinarsi a questo straordinario mondo geologico, la Val di Fiemme offre le visite organizzate al Museo Civico di Geologia ed Etnografia di Predazzo, che di recente è stato completamente rinnovato e dotato di nuova sede con una suggestiva zona espositiva all’aperto; ma anche una serie di escursioni estive guidate per scoprire l’affascinante varietà litologica della valle, attraverso l’osservazione diretta: una delle mete privilegiate è il sentiero geologico di Malgola, che si snoda nei dintorni di Predazzo, sulle rocce eruttive, metamorfiche di contatto e sedimentarie dal Permiano superiore al Triassico inferiore.

Roccia dolomitica - Foto di Anton Sessa
Una segnalazione a parte merita il "Sentiero geologico del Doss Capèl", che si snoda a una quota compresa tra i 2.000 e i 2.200 metri, tra il Passo Feudo e l’Alpe di Pampeago: in 32 aree di sosta sono predisposte tabelle illustrative e didattiche che spiegano in dettaglio i fenomeni direttamente visibili. Tre le vie d’accesso: da Pampeago, dal rifugio Zischgalm e dalla stazione a monte della seggiovia Latemar.
Per l’inverno, la “Scuola Sci Bellamonte e Predazzo” ha messo a punto anche uno “Ski tour geologico” percorribile sci ai piedi, sulle piste battute della ski area Alpe di Pampeago.
L’ampio panorama consente infine di avere una visione d’insieme della storia geologica delle Dolomiti occidentali e dei fenomeni che hanno dato origine al vulcano di Predazzo.


Le montagne della Val di Fiemme tra Dolomiti e Tibet

Il Lagorai selvaggio, le Pale di S. Martino affascinanti ed il Gruppo del Latemar dolomitico

La Val di Fiemme è delimitata dalla catena montuosa del Lagorai, dalle Pale di S.Martino e dal gruppo del Latemar.

Il "Tibet delle Dolomiti". E' così che alcuni chiamano la catena del Lagorai, la più estesa catena montuosa del Trentino che divide la val di Fiemme e la Val Travignolo a settentrione, dalla Valsugana a sud. Panorama dal Lagorai - Foto Alberto ZanoniE' in effetti ancor selvaggio ed incontaminato, con un'alternarsi di rocce e pascoli, solcato soltanto da una strada transitabile, ma con una grande rete di sentieri, senza mai passare i 3000 metri di quota. In questa meravigliosa catena montuosa possiamo distinguere due grandi blocchi: quello granitico ed antico, circa 300 milioni di anni fa, di Cima D'Asta e quello porfirico del Lagorai, il quale e' localizzato nella parte piu' orientale della provincia del Trentino. Sul lato della Val di Fiemme queste montagne si innalzano dolcemente, avvolte da grandi foreste ed incise da lunghi solchi vallivi che ne costituiscono i principali accessi. Da segnalare ancora la cima più alta che è la Cima Cece (2754 m.s.l.m.).

Le Pale di San Martino - Foto di Anton SessaLe Pale di S.Martino segnano il confine tra le Province di Trento e Belluno. Le Pale sono sicuramente una suggestiva espressione dolomitica tra le piu' affascinanti delle Alpi. La più alta cima e' quella della Vezzena con 3192 metri, ma la piu' famosa e nominata e' il Cimon della Pala di 3184 metri. Le particolari conformazioni delle rocce attirano un gran numero di alpinisti che si cimentano nella risalita delle pareti a strapiombo. Le Pale sono raggiungibili dal Passo Rolle, passando dal bivio di Predazzo.

Il Gruppo del Latemar segna il confine tra il Trentino e l'Alto Adige ed è raggiungibile dagli impianti del Latemar di Predazzo. Salendo con la comoda cabinovia si raggiunge la sella oltre il Passo Feudo (2.121 m). Qui, tra sentieri e rifugi, si apre all'occhio dell'escursionista uno scenario incantevole. Da segnalare l'escursione verso il rifugio Pisa (2.671 m), ubicato in un alto crinale del Latemar, in una delle più spettacolari posizioni della Val di Fiemme. Da qui si consiglia ancora di salire lungo il sentiero segnalato alla soprastante Forcella dei Camosci, dove ci si affaccia sul caratteristico massiccio del Latemar. In primo piano la Torre di Pisa, uno strano monolito roccioso che, per la sua pendenza, assomiglia al celebre monumento toscano.

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Ringraziamo per la collaborazione l' APT della Val di Fiemme