La natura in Val di Fiemme è una grande risorsa

30 mila ettari di foreste, 60 milioni di alberi, 2 parchi naturali per 20 mila ettari di aree protette, una fitta rete di sentieri e di percorsi di montagna ed un’area geologica esclusiva

Anche se la lunga tradizione di ospitalità ha portato a sviluppare un'articolata ricettività e strutture per lo sport e il tempo libero, questa valle si è mantenuta in sintonia con un ambiente in cui la natura continua a rappresentare una grande risorsa, anche per il turismo.
Vari progetti di valorizzazione del territorio consentono all’ospite di fruire correttamente di questo esclusivo patrimonio, anche grazie all’attenta e rispettosa opera secolare della popolazione locale che, da questa ricchezza naturale, è riuscita a trarre le risorse per vivere, consegnando oggi al turista un “angolo” verde percorso da oltre 200 km di percorsi forestali e da una fitta rete di sentieri, un tempo realizzati e utilizzati per le attività agrosilvopastorali. Dei 49.772 ettari del territorio di Fiemme, 30.000 (il 60%) sono occupati dal bosco, 10.000 (il 20%) dai pascoli, mentre prati e coltivi si estendono per 3.000 ettari (il 6%); dei rimanenti 6.700 ettari, il 12% è occupato da rocce e torrenti, e solo il 2% dalle aree urbane.

Nel suo territorio, la Val di Fiemme include due aree protette di grande interesse: il parco naturale del Monte Corno che, condiviso con la vicina provincia di Bolzano, risale dalle pendici della valle dell’Adige ed il parco naturale di Paneveggio, un’area tutelata di 19 mila ettari, caratterizzata da un’ampia zona boschiva, alla quale fanno da cornice le Pale di S.Martino, con caratteristiche geologiche, floristiche e faunistiche veramente uniche.

Ma l’intera valle può essere definita un vero e proprio parco, grazie alla vastissima estensione di boschi che, coltivati in modo rispettoso da secoli, hanno rappresentato, specie nel passato, una fonte di sussistenza per la popolazione locale. Queste foreste, che ormai da qualche decennio si ampliano al ritmo di circa cento ettari all’anno, a scapito dei prati e dei pascoli, meno utilizzati, influenzano inoltre in modo positivo la qualità dell’aria e del clima, favorito anche dall’orientamento della valle, che si allunga prevalentemente da Ovest verso Est.

Più in alto, i pascoli estivi, ricchi di laghetti e torrenti. E ancora più su, le rocce: non solo vette, ma anche un’eccezionale testimonianza geologica, con strati che vanno dal periodo dei porfidi vulcanici (270 milioni di anni fa) alle più giovani concrezioni dolomitiche, barriere coralline che, 5 milioni di anni fa, si sono trasformate in vere e proprie “montagne fossili”, divenute famose in tutto il mondo.

La Val di Fiemme è delimitata dalla catena montuosa del Lagorai, dalle Pale di S.Martino e dal gruppo del Latemar.

Il "Tibet delle Dolomiti". E' così che alcuni chiamano la catena del Lagorai, la più estesa catena montuosa del Trentino che divide la val di Fiemme e la Val Travignolo a settentrione, dalla Valsugana a sud. E' in effetti ancora selvaggio ed incontaminato, con un'alternarsi di rocce e pascoli, solcato soltanto da una strada transitabile, ma con una grande rete di sentieri, senza mai passare i 3000 metri di quota. In questa meravigliosa catena montuosa possiamo distinguere due grandi blocchi: quello granitico ed antico, circa 300 milioni di anni fa, di Cima D'Asta e quello porfirico del Lagorai, il quale e' localizzato nella parte piu' orientale della provincia del Trentino. Sul lato della Val di Fiemme queste montagne si innalzano dolcemente, avvolte da grandi foreste ed incise da lunghi solchi vallivi che ne costituiscono i principali accessi. Da segnalare ancora la cima più alta che è la Cima Cece (2754 m.s.l.m.).

Le Pale di S.Martino segnano il confine tra le Province di Trento e Belluno. Le Pale sono sicuramente una suggestiva espressione dolomitica tra le piu' affascinanti delle Alpi. La più alta cima e' quella della Vezzena con 3192 metri, ma la piu' famosa e nominata e' il Cimon della Pala di 3184 metri. Le particolari conformazioni delle rocce attirano un gran numero di alpinisti che si cimentano nella risalita delle pareti a strapiombo. Le Pale sono raggiungibili dal Passo Rolle, passando dal bivio di Predazzo.

Il Gruppo del Latemar segna il confine tra il Trentino e l'Alto Adige ed è raggiungibile dagli impianti del Latemar di Predazzo. Salendo con la comoda cabinovia si raggiunge la sella oltre il Passo Feudo (2.121 m). Qui, tra sentieri e rifugi, si apre all'occhio dell'escursionista uno scenario incantevole. Da segnalare l'escursione verso il rifugio Pisa (2.671 m), ubicato in un alto crinale del Latemar, in una delle più spettacolari posizioni della Val di Fiemme. Da qui si consiglia ancora di salire lungo il sentiero segnalato alla soprastante Forcella dei Camosci, dove ci si affaccia sul caratteristico massiccio del Latemar. In primo piano la Torre di Pisa, uno strano monolito roccioso che, per la sua pendenza, assomiglia al celebre monumento toscano.
Una distesa di foreste considerate tra le più belle ed estese dell’arco alpino, che conta 60 milioni di alberi, composte soprattutto da imponenti esemplari di abete rosso.

L’intera Val di Fiemme può essere definita un vero e proprio parco, grazie alla vastissima estensione di boschi che, coltivati in modo rispettoso da secoli, hanno rappresentato, specie nel passato, una fonte di sussistenza per la popolazione locale. Queste foreste (che ormai da qualche decennio si ampliano al ritmo di circa cento ettari all’anno, a scapito dei prati e dei pascoli, meno utilizzati) influenzano inoltre in modo positivo la qualità dell’aria e del clima, favorito anche dall’orientamento della valle, che si allunga prevalentemente da Ovest verso Est.

Il paesaggio tipicamente alpino della Val di Fiemme è caratterizzato soprattutto dall’abete rosso che riesce a sviluppare un’altezza di 50 metri, con esemplari che raggiungono una circonferenza fino a 6 metri e un volume di tronco di 25/30 metri cubi: ovvero, quanto serve per costruire una casa. Questi «monumenti vegetali» della valle meritano di essere visti e sono raggiungibili con comode passeggiate lungo i numerosi sentieri e la rete dei percorsi forestali. I boschi della Val di Fiemme appartengono quasi esclusivamente ai Comuni e alla Magnifica Comunità di Fiemme: un’originale e antichissima istituzione -di reminiscenza longobarda- che dal 1100 al 1800 ha costituito una sorta di piccola repubblica nell’ambito del principato di Trento.

La storia della Magnifica Comunità, ampiamente documentata, permette anche di risalire per quasi un millennio nelle tradizioni e nella cultura della Val di Fiemme. L’attuale sede dell’istituzione è ospitata nel palazzo di Cavalese che fu residenza estiva dei principi vescovi di Trento: la facciata affrescata, la ricca pinacoteca -che conserva opere della scuola di pittura fiemmese- e molte altre testimonianze, raccolte nelle belle sale rivestite in legno, meritano senz’altro una visita. In questa sede si organizzano inoltre suggestivi concerti di musica da camera.
Gli appassionati dell'ambiente alpino possono trovare numerose specie animali e floreali.

La Flora. La Val di Fiemme è zona a carattere tipicamente alpino, con una vasta e preziosa copertura forestale. Gli alberi rappresentano il maggior tesoro naturale della valle, al quale è stato doveroso dedicare uno spazio a parte. Quindi, vi invitiamo a leggere il capitolo relativo alle "Nostre Foreste". La Val di Fiemme vanta comunque anche un magnifico patrimonio di fiori: nei mesi di giugno e luglio, la fioritura del rododendro ferrugineo e di quello irsuto (che crescono oltre i 1660 metri) rappresenta un vero spettacolo naturale. Sopra i 1000 metri, in mezzo ai pascoli, sbocciano l’anemone, il ranuncolo di Seguieri, il camedrio alpino, l’achillea, la genziana, il lichene crostoso. Tra le rocce, vive la tenace sassifraga. Una legge provinciale limita a cinque steli la raccolta giornaliera dei fiori non protetti e vieta quella di specie rare, quali il giglio rosso, la stella alpina e l’agrifoglio e regolamenta la raccolta di muschio fresco.

La Fauna Multiforme anche la fauna alpina che comprende varie specie. Nei territori della Val di Fiemme, oltre a un gran numero di marmotte, volpi, scoiattoli, lepri, vivono numerosi ungulati: oltre 2.500 caprioli, quasi 3.500 camosci e 1200 cervi. Se il lupo è scomparso all’inizio del 1800, l’orso (dopo una sua estinzione risalente allo stesso periodo) sta nuovamente facendo la sua timida comparsa, a fronte del programma di ripopolamento attuato dalla Provincia di Trento. Si rivedono anche stambecchi e mufloni, scomparsi dalla zona negli ultimi decenni, ma recentemente reinseriti nella zona dolomitica.

In Val di Fiemme si annoverano l’aquila reale (di cui rimangono diversi esemplari sulla catena del Lagorai e nel gruppo del Latemar) i galli cedroni (se ne contano circa 150) i galli forcelli, le pernici di monte e numerose specie minori. Più rari: il gipeto, il falco pecchiaiolo, lo sparviero e il gheppio. Fra i rapaci notturni, troviamo il gufo reale, l'allocco, la civetta capogrosso e la civetta nana. Diverse le varietà di picchi tra cui il tridattilo, specie molto rara in Italia e presente in Trentino solo nella Val di Fiemme.

Grazie alla ricchezza di torrenti e laghi, abbonda anche la fauna ittica, soprattutto le specie appartenenti ai salmonidi, come la trota marmorata, la trota fario, la trota iridea, il salmerino e la sanguinerola. Anche in questo caso, come per i funghi, è consentita la pesca, secondo alcune norme della Provincia di Trento.

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